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Programma Elettorale per la lista Maroni Presidente

PREMESSA GENERALE
La società in cui viviamo ha voglia di cambiare, di ricominciare e di ricostruire un territorio, vuole volti nuovi, quelli non ancorati alle logiche di partito, ma fatta di gente che lavora. Ecco perché ho deciso di mettermi in gioco. Ho seguito l’istinto tanto che, quando sono stata interpellata per “calare l’asso” della candidatura, non ho esitato, ho accettato, con l’incoscienza di una bambina. Ma la voglia di fare è stata più forte del semplice volere politico. Ho deciso quindi di mettermi in gioco perché credo nella Lombardia. Vorrei tanto che anche gli elettori mi diano il loro aiuto per rilanciare un nuovo marchio: “La Lombardia che vorrei, ma anche che mi piacerebbe avere.”

Credo nelle cose accessibili, non è più possibile ingannare gli elettori con documenti e progetti ricchi di idee, ma impraticabili, poche cose, piccoli gesti per dare risultati concreti, lavorando con onestà e sincerità.

1- CARTA SCONTO BENZINA
Contro il pendolarismo di frontiera per un pieno di benzina. Una politica di azione/reazione condotta per l’ottenimento dei benefit derivanti dalla Carta sconto benzina. Parlo dello sconto, meglio di quella facilitazione, sul prezzo della benzina per coloro che abitano nelle zone di confine, quella fascia di persone che sono riuscita, senza peccare di presunzione, “a rendere felici”. Ma il cammino non è ancora giunto al capolinea, infatti intendo perseguire un altro obiettivo affinché il prezzo della benzina in Italia sia uguale alla Svizzera. Vorrei andare a creare una flessibilità dello sconto, ormai statico da dodici anni e applicare la legge per la Carta sconto anche sugli autoveicoli alimentati a gasolio.

Sempre nell’ambito della Carta sconto intendo andare oltre e iniziare a guardare anche alle casse della Regione per capire come sono stati investiti i finanziamenti statali, Regione Lombardia infatti riceve ogni anno venti milioni di euro da utilizzare per la carta sconto. Il mio interessamento ha uno scopo ben preciso: verificare le rimanenze e capire come reinvestire le stesse pensando anche di  allargare la fascia di confine sino a 35/40 chilometri.

Pensate quindi quanto si potrà fare. Fino ad oggi l’ho fatto impegnandomi da cittadina, da presidente della mia Federazione, domani, se riuscirò ad arrivare al Pirellone sarà un’altra cosa ancora.

Un’azione non solo rivolta ai cittadini dell’area di frontiera, ma con un chiaro spiraglio per il sistema economico, per salvaguardare la categoria dei gestori degli impianti di distribuzione carburante.

I cittadini dell’Alta Lombardia hanno il diritto di potersi rifornire di carburante nel territorio regionale senza dovere per questo pagare di più il servizio a causa di una fiscalità di sfavore, la Regione ha il diritto/dovere di trattenere le imposte che i cittadini pagano su questo bene ed evitare che confluiscano nelle casse di chi non realizza nei nostri paesi alcun tipo di servizio o struttura di interesse della popolazione.

Se raccoglierò il consenso per essere eletta, opererò con la massima determinazione perché questo provvedimento – che in passato è stato efficace per cittadini ed operatori – venga reso nuovamente competitivo attuando quegli obiettivi che sono rimasti bloccati in questi ultimi anni: la flessibilità dello sconto, in modo da avere sempre nel territorio la parità del prezzo con quello concorrente, di renderlo funzionante anche per il gasolio e di estendere la sua applicazione sul territorio oltre gli attuali limiti, proprio per contrastare il pendolarismo del pieno che si va sempre più allargando ogni volta che il Governo aumenta le imposte, che già deprimono i consumi ed impoveriscono la capacità di acquisto delle famiglie.

2- MONDO DELLA DISABILITA’
Altra emergenza sociale è legata al mondo della disabilità fisica, dell’invalidità civile. Realtà che, a dispetto della legge 68/99, con la crisi degli ultimi anni, rischia di trovarsi in una situazione di disagio sempre più rilevante.

La legge 68 prevede, infatti, un inserimento agevolato per i disabili, in aziende con più di quindici dipendenti, purtroppo, con la crisi che stiamo vivendo, anche questo privilegio rischia di sparire. Urge, in questo contesto, uno stretto collegamento con le realtà sindacali, di qualunque indirizzo politico esse siano, con le Confederazioni degli artigiani, con Confindustria e, più in generale con tutte le Associazioni di categoria.

Tematica molto importante, sempre legata al mondo della disabilità, riguarda, pur con leggi già esistenti, l’abbattimento di barriere architettoniche che permetterebbe alle persone disabili di essere pienamente autonome, dando loro la possibilità di vivere alla pari con le altre persone.

Importante, in questo percorso di valorizzazione e di raggiungimento di un pieno riconoscimento, è anche un percorso di sensibilizzazione della società, attraverso incontri a tema nelle scuole, nei Comuni, nel mondo del lavoro, in tutte quelle realtà che operano sul territorio.

Da mamma che vive ogni giorno fianco a fianco con la disabilità non posso fare altro che dire basta a quell’ignoranza sociale che rende la disabilità come una piaga sociale.

3- FAMIGLIA
Le  famiglie lombarde hanno bisogno di tempi e di spazi. Una famiglia per crescere ha la necessità di avere una casa, dei servizi, di una particolare attenzione legislativa e sociale ad essa dedicata. Molto spesso la pressione fiscale ha messo in ginocchio i diversi nuclei mettendo in crisi la stabilità stessa dei componenti dando vita al fenomeno delle separazioni. Una piaga sociale negli ultimi anni. Si parla infatti dei nuovi poveri, non tanto rivolto alle donne, ma agli uomini che si allontanano da tutto riducendosi a dormire agli angoli delle case e sotto le stelle.

4- TRASPORTI, MOBILITA’ E AMBIENTE
Una  delle priorità è la riduzione dei  tempi di trasferimento da casa al luogo di lavoro, che significa maggiore tempo in famiglia.

La nostra Lombardia ha bisogno di collegamenti più veloci verso le altre regioni altrimenti l’economia rimarrà penalizzata. Dobbiamo valorizzare e incentivare il nostro sistema aeroportuale. Linate, Malpensa e anche Orio al Serio rappresentano un valore aggiunto unico nel panorama degli scali aeroportuali del nord Italia.

5- PICCOLE E MEDIE IMPRESE
La Regione diventi garante, in accordo con le associazioni maggiormente rappresentative, per progetti a supporto  delle attività produttive. Dobbiamo alleggerire il  carico amministrativo e difendere le peculiarità delle nostre imprese anche in Europa, contrastando la distribuzione di merci contraffatte ed illegali.

Oramai è inderogabile attuare tutti quegli indirizzi che portano alla semplificazione amministrativa e fiscale, che oggi invece penalizzano chi intende avviare una nuova attività imprenditoriale e fossilizza chi vuole  diversificare la propria impresa con altre proposte innovative.

6- ISTRUZIONE E LAVORO
Vorrei un maggiore utilizzo dei fondi europei per l’istruzione professionale secondo le richieste che provengono dal sistema imprenditoriale lombardo,  potenziando il collegamento Università/Impresa, dando vita a corsi di studi tecnici collegati a stage aziendali. Bisogna promuovere una cultura imprenditoriale per i giovani incoraggiando il settore privato e favorendo l’innovazione aziendale con particolare attenzione al ritorno al lavoro di chi ha visto chiudere la propria azienda nel periodo della crisi.

7- MONDO DELLA TERZA ETA’
Dobbiamo aiutare le persone ad invecchiare bene stimolandone attivamente la mente. Non vanno dimenticate le difficoltà che i pensionati vivono nel quotidiano, a loro deve essere assicurata una serena vecchiaia e non un angosciante passare dei giorni. Diventa pertanto inderogabile un’azione per favorire la partecipazione degli anziani nella società recuperando il loro sapere e la voglia di vivere, la saggezza e l’esperienza. In egual misura è importante aiutare e sostenere quelle persone che invece riversano in difficoltà economiche al fine di permettere loro di poter fruire di un’assistenza medica senza costi aggiuntivi.

Tutto ciò significa sostenere iniziative concrete per consentire agli anziani di continuare a vivere nelle loro case e nel loro ambiente promuovendo lo sviluppo di un’assistenza domiciliare con la distribuzione di pasti a domicilio e di un costante servizio di tele soccorso, l’istituzione di presidi medici da affidare alle associazioni di volontariato per i meno abbienti.

Dobbiamo sostenere le famiglie che ospitano gli anziani, con particolare attenzione per coloro che ospitano malati di Alzheimer e affetti da quelle patologie di difficile gestione se non sostenuti dai servizi sociali.

Servono centri di incontro e di ascolto, di svago e di sostegno. Spazi per condurre una “vita normale” insieme ad altre persone. Dobbiamo ridare dignità alle persone anziane e quindi potremmo pensare di proporre attività mirate attraverso le quali l’anziano può partecipare ai servizi di vigilanza, assistenza all’uscita delle scuole, di sorveglianza nei parchi pubblici.

8- SCUOLA
La scuola vive di precarietà cronica, situazione che i vari governi passati, hanno contribuito a fossilizzare. La farsa del nuovo concorsone dimostra quanta incapacità e poca volontà ci sia stata nel non voler risolvere un problema che va a toccare l’educazione e la crescita dei nostri figli.

Il problema della scuola va risolto innanzitutto attribuendo un giusto riconoscimento professionale alla figura del docente, non solo in termini meramente economici, ma anche di rivalutazione sociale. Deve inoltre essere risolto, in via definitiva, il problema dei precari, anche e soprattutto per dare continuità educativa e didattica ai giovani che rappresentano il nostro futuro che sono i primi a pagare una situazione di instabilità e di incertezza.

9- COMMERCIO E TURISMO
In questi anni di difficoltà bisogna sostenere quelle realtà commerciali che hanno risentito maggiormente dei problemi legati alla flessione dei consumi. Non si parla di grandi sistemi, ma di situazioni di “pronto intervento” e, grazie alla mia esperienza, ho la certezza che potrò fare molto per mettere a segno un’azione/reazione.

Mi piacerebbe incentivare riconoscimenti per i commercianti e non parlo solo in termini economici, ma di formazione e di crescita per affrontare il mercato con un altro spirito.

Il turismo è infine una risorsa che sta nel DNA del nostro lago e di tutto il territorio, di quella Brianza ricca di cultura con angoli nascosti e incontaminati. Viviamo in una posizione privilegiata dove tutto sembra fantasticamente proiettato in un business senza fine, dobbiamo però cambiare mente, modificare le politiche fino ad oggi adottare per fare accoglienza.

In questi anni le istituzioni hanno scelto di muoversi per portare la provincia di Como all’estero attraverso convention, missioni con gli operatori, educational, adesso tocca a noi, riuscire a spendere bene l’offerta turistica. Non possiamo aspettare, dobbiamo creare progetti nuovi, veri, che creino curiosità e entusiasmo, dobbiamo dare vita alle idee, continuare e crescere. Il comparto del turismo potrebbe salvare in tempi brevi l’economia della provincia. La provincia di Como ha bisogno di acquistare un biglietto di sola andata per rilanciarsi e farsi forza.

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