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Legge carburanti: la Corte Costituzionale dà ragione a Regione Lombardia

Infondata la posizione del Governo verso la Legge carburanti, la Corte Costituzionale interviene e sostiene la posizione di Regione Lombardia

Il Governo ha “preso un granchio”. – commenta il Consigliere Segretario Daniela Maroni – La posizione di Regione Lombardia è corretta e non vi è nessun elemento per cui la legge possa essere impugnata. La Corte costituzionale con la sentenza 105 ha dichiarato infondate le questioni di legittimità costituzionale della legge 34/13 in materia di vendita dei carburanti per autotrazione, osservazioni mosse dal Governo lo scorso mese di febbraio. L’attenzione posta nel legiferare ha tenuto conto di una serie di fattori e non ha voluto far venire meno la libera concorrenza, posizione che abbiamo sempre ribadito in Consiglio regionale. Una delle priorità che ci siamo posti è legata alla tutela delle persone e dell’ambiente mai pensato ad aprire una diatriba sulla questione di concorrenza. In Lombardia le compagnie petrolifere avranno d’ora in poi una regola certa: in caso di nuovi impianti o di ristrutturazione degli stessi, si dovrà rispettare il vincolo del cosiddetto terzo prodotto che potrebbe essere il metano o il gpl. Prevista anche la colonnina elettrica, ma questo è un caso raro considerato che la maggior parte delle Amministrazioni ha già provveduto a installarle e, ognuno, nelle proprie case, si è già munito della strumentazione”.

Il Consiglio dei Ministri, aveva impugnato alcuni articoli del provvedimento regionale nella parte in cui veniva introdotto l’obbligo, anche per gli impianti esistenti, in caso di ammodernamento, così come già previsto per quelli nuovi, di dotarsi di prodotti a più basso impatto ambientale, come il GPL o il metano e, nelle aree urbane, dell’erogatore di elettricità per gli autoveicoli, fino al raggiungimento del numero minimo stabilito dalla Regione, sostenendo che tali indicazioni fossero misure limitative della concorrenza.

Un’assurdità – conclude Daniela Maroni – in quanto nel nostro provvedimento abbiamo sin da subito sottolineato che l’obiettivo era quello di puntare al miglioramento dell’aria e quindi tutelare la salute dei cittadini e della loro salute. In questo modo garantiamo un passaggio importante di salvaguardia e di attenzione, oltre a un adeguamento alle procedure europee”.

Rispedite quindi al mittente le osservazioni che hanno dimostrato di non avere fondamento.

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