Home / News dall'aula / Mozioni / Oggi in Aula mozione approvata a favore dei frontalieri

Oggi in Aula mozione approvata a favore dei frontalieri

Regione Lombardia non potrà intervenire a regolamentare il mercato del lavoro in Ticino, ma è necessario che venga portato avanti un dialogo per una maggiore tutela dei frontalieri.
Sulla scorta di questa posizione credo che il dibattito sia ancora aperto e si debba lavorare a fondo sui singoli aspetti.
Questa in sintesi il contenuto della mozione bipartisan che è stata approvata in Consiglio regionale

“Serve un dialogo tra Italia e Svizzera. Il tavolo di lavoro con i parlamentari lombardi, i Sindaci e tutti i soggetti istituzionalmente interessati, il Governatore Roberto Maroni e la Giunta deve diventare lo strumento per trovare le strategie da sottoporre al Governo affinché sia definita nei minimi dettagli la questione dei trasferimenti delle tasse dei frontalieri verso i Comuni di residenza e mi riferisco a modalità, tempi massimi di trasferimento e, soprattutto, reale entità degli importi che deve rimanere la medesima di quella attualmente vigente. – commenta il Consigliere Segretario Daniela Maroni – Ciò anche in considerazione del fatto che i ristorni hanno rappresentato fino ad oggi una fonte essenziale di sopravvivenza per molti Comuni di frontiera già vessati dalla persistente crisi economica e dall’impoverimento delle economie di confine. Per quanto concerne la tassazione dei lavoratori frontalieri, con l’entrata in vigore del nuovo sistema della doppia imposizione, si inizierà il cosiddetto split fiscale che porterà ad un progressivo aumento, che si valuta intorno al 10% annuo, della tassazione fino ad arrivare, a regime, ad una media di tassazione aggiuntiva per ogni lavoratore frontaliere superiore a 3.000 euro procurando notevoli entrate aggiuntive sia per le casse del Canton Ticino, ma soprattutto per le casse dello Stato Italiano”.

Non possiamo fare finta di nulla in quanto il sistema della doppia imposizione andrebbe a pesare notevolmente sulle spalle dei lavoratori frontalieri.
“Come Regione Lombardia – continua Daniela Maroni – auspichiamo che si possa ottenere, sebbene attraverso un sistema impostato differentemente, una pressione fiscale sui lavoratori frontalieri pari a quella preesistente alla nuova Convenzione (anche se su questo punto siamo meno ottimisti rispetto al caso dei ristorni ai Comuni). Regione Lombardia deve continuare quindi a lavorare insieme alle associazioni dei Comuni e dei lavoratori frontalieri fino alla ratifica dei nuovi negoziati bilaterali, prevista per il 2018, per non lasciare soli i Comuni di frontiera e neppure i lavoratori frontalieri. La Lombardia deve avere un ruolo importante e attivo lungo l’intero iter delle trattative di rinegoziazione, facendosi portavoce delle istanze dei frontalieri e dei Comuni di confine anche – eventualmente – proponendo al Governo l’attribuzione della qualifica di ZES – Zone Economiche Speciali ai Comuni di frontiera, con la previsione conseguente di agevolazioni fiscali a vantaggio dei relativi territori e cittadini. Fondamentale anche la richiesta alle Autorità Federali e Cantonali svizzere volta ad escludere iniziative discriminatorie e lesive nei confronti dei lavoratori frontalieri e di aziende italiane operanti o interessate ad operare nel mercato elvetico. Anche per le aziende, soprattutto artigiane, sono state organizzate di recente audizioni in Commissione Elvetica e il quadro allo stato attuale, non è incoraggiante, così come per i lavoratori frontalieri e così come per i Comuni di frontiera”.

Share Button

Check Also

Como avrà finalmente la sua tangenziale? Daniela Maroni ci prova

Como potrebbe avere la sua tangenziale contrariamente a quanto previsto dal Ministro Del Rio Passa …