Home / Eventi / convegni organizzati / Amministrazione di sostegno: oggi in Tribunale a Como il convegno

Amministrazione di sostegno: oggi in Tribunale a Como il convegno

Amministrazione di sostegno: aumentano le domande per sostenere le persone fragili
In tre mesi, il Tribunale di Como ha ricevuto 226 ricorsi. Più di tre domande al giorno per richiedere un aiuto

Meno interdizioni e meno inabilitazioni, ora la tutela dei soggetti deboli passa dall’Amministrazione di sostegno. Oggi in Tribunale a Como il convegnoTutela della persona e amministrazione di sostegno tra diritto e prassi”, organizzato dal Tribunale ordinario di Como e dall’Università degli Studi dell’Insubria che vede in cattedra Anna Introini, presidente del Tribunale di Como; Paola Corbetta, giudice tutelare del Tribunale di Milano; Elisabetta De Benedetto, giudice tutelare del Tribunale di Como; Giovanni Casartelli, dottore commercialista e amministratore di sostegno e coordinato da Giorgio Maria Zamperetti, avvocato e Ordinario dell’Università dell’Insubria.
Tutelare i soggetti deboli è diventato di fatto un dovere, in soli tre mesi, in tribunale a Como sono stati depositati 226 ricorsi, più di due al giorno e tale istanze riguardano nella gran parte dei casi gli over 75 anni (40%) seguiti dai 45/64enni (23%), 65/4 e 25/44enni (15%) per chiudere con gli appena maggiorenni fino a 24 anni, con un’incidenza del 7%. Aree di fragilità che coinvolgono soprattutto persone che vivono in una struttura residenziale (48%), vivono in famiglia (36%) o vivono da soli nel proprio domicilio (15%).

“Quante volte, pur nella tanto decantata società moderna, apparentemente versatile e disponibile ad accettare e ad adattarsi a ogni tipo di situazione, anche imprevista, si sente ancora dire che: “Tanto una cosa così a me o alla mia famiglia non può capitare”. E poi, quando capita, chiedersi: “E ora che facciamo?”. Quante volte, poi, ci si arroga il diritto di scegliere di adottare delle misure di sostegno che, pur essendo indispensabili, magari subiscono tentativi di strumentalizzazione per i motivi più vari, uno tra i quali, molto significativo, viene citato proprio nella presentazione di questa giornata, ossia l’insofferenza verso il rallentamento della successione dei patrimoni tra le generazioni, dove a rimetterci sono sempre le persone più fragili, che spesso vengono annullate come esseri umani e trasformate in fonti di sostentamento e merci di scambio. – spiega il Consigliere Segretario Daniela Maroni – Non dobbiamo mai dimenticare, invece, che, in tutti questi casi, si parla di persone: uomini, donne, adulti, ragazzi, minori che, il più delle volte, hanno bisogno di un sostegno, che sia temporaneo o permanente, per venire incontro alle loro esigenze di vita quotidiane e che hanno la necessità di sentirsi dire, in maniera effettiva, che non sono soli, che possono avvalersi di un vero aiuto per affrontare problematiche concrete. Il mio impegno, non solo politico, ma anche nella mia vita di tutti i giorni, da mamma e figlia, mi ha sempre portato ad essere molto attenta e sensibile a tutte queste situazioni di fragilità. Per tali motivi, ritengo sia indispensabile essere in grado di affrontare queste condizioni in modo virtuoso per la persona che necessita di essere difesa”.

Come si attiva – Attraverso ricorso al giudice tutelare, il quale, assunta ogni opportuna informazione, sentite le persone vicine al beneficiario, provvede con decreto a designare l’amministratore di sostegno. La scelta dell’amministratore di sostegno deve avvenire con esclusivo riguardo alla cura e agli interessi del beneficiario e pertanto potrà cadere sui familiari (64,6%), professionisti (17,6%), Enti pubblici (10,5%), persone volontarie (7,2%) e rappresentanti di associazioni o fondazioni (0,1%). Chiunque può designare, in anticipo, il proprio amministratore di sostegno in previsione della propria eventuale futura incapacità. Il ricorso può essere proposto dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato; dal coniuge; dalla persona stabilmente convivente; dai parenti entro il quarto grado; dagli affini entro il secondo grado; dal tutore o curatore, dal pubblico ministero. I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, se sono a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a proporre al giudice tutelare il ricorso o a fornirne comunque notizia al pubblico ministero.

Il decreto di nomina – Deve contenere la durata dell’incarico, che può essere anche a tempo indeterminato, l’oggetto, gli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno, i limiti, anche periodici, delle spese che l’amministratore di sostegno può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità, la periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.

Share Button

Check Also

A Palazzo Pirelli celebrata la Giornata Mondiale della Prematurità

A Palazzo Pirelli celebrata la Giornata Mondiale della Prematurità In Lombardia il 6,7% dei bambini nasce …