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Una mamma può fare il sindaco? Perché no, io ho fatto sindacato!

Mamme e sindaco, cosa lo impedisce? Sono d’accordo con molte donne che sono inorridite di fronte a dichiarazioni troppo maschiliste che hanno ipotizzato l’inconciliabilità dei due ruoli.

Credo siano posizioni da Medioevo su cui dobbiamo riflettere. Non possiamo negare che, al di là delle conquiste raggiunte, compiti professionali e cura della famiglia siano per alcuni aspetti inconciliabili, ma è pur vero che io in prima persona posso raccontare la mia esperienza e dimostrare che tutto è possibile, basta la forza di volontà.

Da tre anni in politica ho capito cosa significa “non avere un momento libero”, ma ho la consapevolezza che la grinta che noi donne abbiamo è tanta e tale da non arrenderci di fronte a qualche difficoltà. Sono una mamma, ma anche una nonna e ora anche una persona impegnata per la società, in politica. Una politica anomala perché mi piace stare in mezzo alla gente e parlare con loro, non amo frequentare le stanze dei bottoni, non penso che la politica si faccia solo sui banchi d’aula, ma in mezzo a tante persone, le stesse che mi hanno dato fiducia e attendono risposte, quelle date giorno dopo giorno. La mia è la politica delle piccole cose, piccole, ma sincere. E poi non dimentichiamo la battaglia che ho sempre fatto e continuerò a fare nell’ambito del sindacato. Cosa dire di più.

Ecco allora che vengo all’aspetto più importante per una donna, la famiglia, sono mamma di un ragazzo “seduto”, la vita non mi ha riservato momenti facili, ma io non me la prendo, sono una mamma fortunata, reagisco e vado oltre, vado oltre e guardo oltre quel muro con uno spirito unico, lo stesso che giorno dopo giorno mi fa alzare con il sorriso. E poi via un altro giorno, un’altra avventura che mi stimola.

Sono stanca delle solite polemiche. Le solite prese di posizione. Le solite tematiche che le donne non riescono a conciliare i tempi famiglia lavoro e intanto mi guardo in giro, guardo avanti e guardo indietro. Non è sempre così. Siamo noi a dover crescere e a dettare le regole.

Viviamo in una società che spesso rende difficile la conciliazione, d’accordo, ma non dimentichiamoci che la donna ha un ruolo centrale e determinante, è lei che domina e governa e, proprio di fronte a questa mia convinzione, mi chiedo se sia giusto e, soprattutto, sano per la società e per le imprese pubbliche e private fare a meno del contributo delle donne e, nello specifico, delle madri. Non dobbiamo aggrapparci a posizioni di comodo, ma dobbiamo andare avanti con convinzione perché tutto è possibile.

La mia riflessione sulla società moderna si chiude sottolineando che la donna nella famiglia, rende un servizio troppo importante per il suo benessere, lo stesso che potrebbe mettere a disposizione della società.

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