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Tassa salute, i frontalieri non verseranno nulla a Roma. Marcia indietro del Governo

Il Governo sospende la tassa salute e finalmente arriva un po’ di chiarezza per i 20mila lavoratori frontalieri comaschi che non saranno più tenuti al pagamento di un’ulteriore quota per la “salute. Regione Lombardia, dopo le sollecitazioni a Roma è riuscita a porre la parola fine ad una tassa iniqua e poco chiara che avrebbe vessato i lavoratori.

“Una nuova ammissione di colpa da parte del Governo – commenta il Consigliere Segretario Daniela Maroni – e, di fronte alle pressioni della Regione, Renzi ha dovuto fare marcia indietro riconoscendo l’errore che avrebbe commesso con l’applicazione della tassa salute. Ho sempre dichiarato che i frontalieri non sono evasori, ma pagano le tasse in Italia attraverso i ristorni. L’applicazione di una nuova imposizione avrebbe portato gli stessi a un iniquo trattamento. Non dimentichiamoci che, in base all’accordo tra Italia e Svizzera, i lavoratori sono oggetto di tassazione alla fonte da parte elvetica e una quota del gettito fiscale viene ristornato all’Italia secondo l’accordo internazionale. Complimenti per questo ennesimo granchio preso”.

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