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Donne in prima linea contro gli abusi

La Lombardia oggi ha approvato all’unanimità del Consiglio regionale la prima legge per dotarsi di un piano regionale per le politiche di parità e di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne

Il contrasto alla violenza alle donne trova un modello regionale ben definito in Regione Lombardia. Questa mattina il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il Piano quadriennale regionale per le politiche di parità e di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne.

Nel Piano è già previsto un primo stanziamento di 1 milione di euro. Diciamo stop alle violenze, puntiamo alla parità di genere.

Politiche di sensibilizzazione e prevenzione, di protezione, di sostengo e di reinserimento delle vittime sono solo alcuni dei capisaldi intorno ai quali ruota il provvedimento.

“Questo documento costituisce la cornice di riferimento per lo sviluppo delle azioni e degli interventi regionali a favore delle donne vittime di violenza e/o con figli minori per i prossimi quattro anni, un programma condiviso anche dal Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne. – spiega il Consigliere Segretario Daniela Maroni – Regione Lombardia, intende valorizzare le significative esperienze, anche del terzo settore, già attive in Lombardia, mediante l’ascolto, la discussione e la condivisione delle principali linee strategiche e obiettivi con tutti i portatori d’interesse chiamati ad attuare le politiche sul territorio, secondo un approccio interistituzionale e multidisciplinare”.

Un documento che consentirà di contrastare appieno questo fenomeno che preoccupa sempre più la società. Si pensi che sono oltre 6milioni le donne che hanno subito, nel corso della vita, una forma di violenza fisica (20,2%) o sessuale (21%). Di queste il 31,5% delle stesse ha un’età compresa tra i 16 e i 70 anni. A commettere le violenze sono soprattutto i partner attuali o ex. Un altro dato sconvolgente, che ha lasciato senza parole il Consigliere Segretario Daniela Maroni, l’aumento dei figli che hanno assistito alla violenza sulla propria madre (65,2%).
Un altro dato sconvolgente, che non ha lasciato indenne Daniela Maroni è l’aumento dei figli che hanno assistito alla violenza sulla propria madre (65,2%).

“Servono urgentemente misure anti violenza – continua Daniela Maroni – Per la prima volta viene definito un modello uniforme di accesso, accoglienza, presa in carico, valutazione del rischio e stesura del progetto personalizzato per la fuoriuscita della donna dalla situazione di rischio e di disagio sociale”.

Per l’attuazione delle azioni inserite nel Piano è in previsione lo stanziamento di un primo milione di euro. Il piano si colloca in un quadro normativo regionale e nazionale che ha preso il suo avvio dalla Convenzione d’Istanbul ratificata dall’Italia nel 2013 che riguarda due tipologie di violenza: quella contro le donne e quella domestica, una violenza quest’ultima tra le più diffuse, vissuta molto spesso in silenzio nell’ambito familiare, dove regnano il dominio e il controllo da parte di un partner sull’altro, attraverso sopraffazioni psicologiche, fisiche, economiche e sessuali”.

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