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Daniela Maroni al Bassone

Oltre il carcere i percorsi di rieducazione

Il carcere diventa utile e va oltre ai tre metri quadrati. Oggi il Consigliere Segretario Daniela Maroni ha visitato la casa circondariale di Como per incontrare i detenuti che hanno preso parte in queste settimane al progetto di intaglio organizzato in collaborazione con Ersaf, Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste. Cinque detenuti hanno infatti preso parte alla prima fase del progetto pilota che li vede impegnati in un laboratorio di intaglio. Sette lezioni per apprendere quest’arte durante le quali hanno realizzato dei bastoni da passeggio che saranno rivenduti all’esterno durante gli appuntamenti di Ersaf sul territorio lombardo. Un primo step per conoscere le attitudini di ciascuno e avviare un ulteriore percorso di formazione professionale che li porterà poi, in futuro, ad insegnare il mestiere agli altri carcerati che decideranno di partecipare a questa attività.

“Amo sempre pensare che, al di fuori dei pochi metri quadrati dove si svolge l’attività del detenuto, vi sia una speranza. Io quella speranza oggi l’ho toccata con mano perché ho visto l’entusiasmo negli occhi di queste persone che domani potranno rimettersi in gioco e rifarsi una vita. In queste settimane infatti sono stati in grado di realizzare dei bastoni intagliati, limited edition, che verranno venduti attraverso il circuito di Assorifugi che hanno mostrato l’interesse a realizzare dei corner all’interno di ogni baita. Un gesto di solidarietà poiché il ricavato sarà devoluto al Carcere del Bassone per essere poi reinvestito in altre attività”.

Quella di oggi è solo una prima tappa poiché, dopo il periodo di tirocinio, il Bassone continuerà queste attività in autonomia ed Ersaf fungerà solo da super visore ai lavori. Le novità però continuano, infatti a breve ricominceranno le lezioni e, in questa seconda fase, i detenuti saranno affiancati dagli artigiani mascherai dell’Associazione M.A.SC.H.E.R.A. di Schignano che hanno accettato di realizzare dei laboratori per affinare la tecnica più artistica insegnando agli allievi le diverse tecniche scultoree”.

“Non credevo che ci fosse questa eco a fronte dei laboratori. Oggi il direttore della Casa circondariale, Carla Santandrea ha confermato la voglia delle persone di mettersi in gioco e di dedicare parte del proprio tempo a queste attività. Il mio impegno di politico è stato quello di voler andare oltre alla marginalità e ridare speranze alla popolazione carceraria che intende riscattarsi per ricominciare un nuovo percorso di vita. Ho lavorato a fondo con la direzione proprio per dare una chance a queste persone.”

Oltre ai laboratori di intaglio Daniela Maroni ha visitato anche le sale di cucito dove gli addetti realizzano borse e accessori modi e lo spazio più creativo dove un gruppo di detenuti si è cimentato nella produzione di oggetti vari con il supporto delle stampanti 3D acquistate grazie a un finanziamento di Fondazione Cariplo.

“In questi mesi – conclude Daniela Maroni mi sono avvicinata a questa realtà e ho lavorato affinché si portasse un po’ di speranza a queste persone. Penso di esserci riuscita perché nello sguardo di quelle persone si leggeva un po’ di felicità. Un ringraziamento al Presidente di Ersaf Elisabetta Parravicini e Alessandro Rapella per la dedizione mostrata verso questa iniziativa”.

Il grande apporto tecnico arriva anche da Ersaf in quanto i laboratori sono stati realizzati grazie all’ausilio del personale specializzato e delle forniture di legno grezzo proveniente dalle foreste lombarde. Legni certificati secondo gli schemi forestali.

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