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Il sistema sanitario lombardo cambia rotta e sta al passo con la società

“Una svolta importante perché siamo passati dalla cura al “prenderci cura” del paziente. Grande attenzione per le fragilità, una legge costruita sui principi di efficacia ed efficienza”

Il sistema socio sanitario lombardo ancora più virtuoso. Approvata la legge che va a ridefinire le regole di cura del paziente, sia nella fase di ospedalizzazione, che in quella della riabilitazione, anche al di fuori delle strutture socio sanitarie. Regione Lombardia, con questa legge, prevede un risparmio di 300milioni di euro che saranno reinvestiti nel sistema a vantaggio dei lombardi: riduzione dei ticket sanitari, delle liste d’attesa e delle rette nelle residenze sanitarie per anziani. Una vittoria, un grande gesto di politica del fare.
Rientrati gli allarmismi locali, Como non sarà “messa in un angolo”, dovrà ora dimostrare la grande forza delle strutture.

“Il paziente può e deve essere curato anche al di fuori delle corsie d’ospedale, una sanità viva, attenta ed efficiente parte proprio da questo principio. – commenta a poche ore dall’approvazione del PDL il Consigliere Segretario Daniela Maroni Non solo in ospedale, ma, grazie ad una rete diffusa di servizi, chi sarà dimesso continuerà a ricevere le cure adeguate. È un provvedimento che valorizza il sistema delle eccellenze lombarde, nonostante i tagli lineari del Governo che hanno sicuramente penalizzato una regione virtuosa come la nostra. Il Governatore, con tutta la sua squadra, ha dimostrato grande capacità e lancia una sfida al sistema politico. Parliamo di una legge che si integra al meglio con il territorio e tiene il passo coi tempi, un provvedimento di grande rilevanza, forse il più importante di questa legislatura che ridisegna la governance socio sanitaria lombarda.”

“In queste settimane abbiamo lavorato intensamente, è stata una sfida durissima dove ha prevalso il buon senso e la voglia di rispondere alle esigenze dei cittadini perché la Lombardia è vicina a loro. – continua Daniela Maroni Ha vinto, ancora una volta, la buona politica, quella che saprà rispondere ad una società in continua evoluzione.”

Non poche le difficoltà, tutti però hanno fatto il proprio dovere e il documento è sicuramente un buon apparato per andare avanti: riduzione sensibile di costi, dimezzamento delle attuali Asl, aumento dei controlli, accesso più facile e veloce a visite ed esami, aumento della prevenzione. Sono questi alcuni degli elementi che la nuova legge ha fissato.

“Un lavoro serrato che il Governatore Maroni ha condotto al meglio dando dimostrazione di essere un ottimo politico, quello dei fatti e non delle parole. Proprio lui è riuscito in questa impresa e, con la sua maggioranza, ha dato nuova vita alla sanità lombarda. Ottima performance anche dei colleghi Fabio Rizzi e Angelo Capelli che hanno saputo interpretare il nuovo sistema sanitario.” Conclude Daniela Maroni.

La riforma in pillole
Le ATS (Agenzie di tutela della salute) avranno funzioni di gestione, programmazione e controllo, oltre che di supervisione sulla continuità delle cure ai malati cronici e gravi. Spetteranno loro l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie, la negoziazione e l’acquisto delle prestazioni sanitarie e socio sanitarie. Ne vengono istituite 8 che sostituiscono le attuali 15 ASL: nascono pertanto le ATS Insubria (Varese e Como), Brianza (Monza e Lecco), Bergamo, Brescia, Pavia, Val Padana (Cremona e Mantova), Città Metropolitana (Milano e Lodi) e quella della Montagna (Sondrio, Valtellina e Valcamonica).

La legge istituisce inoltre 27 ASST (Aziende socio sanitarie territoriali): rispetto al documento approvato in Commissione Sanità, vengono aggiunte cinque nuove aziende socio sanitarie territoriali, Niguarda e Gaetano Pini a Milano, Spedali Civili a Brescia, Papa Giovanni XXIII a Bergamo e Crema. Accolto anche un emendamento inizialmente promosso dal Presidente Raffaele Cattaneo e poi condiviso anche da altri esponenti varesini che afferisce l’ospedale di Tradate alla ASST dei Sette Laghi spostandola da quella della Valle Olona.

Alle ASST spetterà il compito di erogare le prestazioni sanitarie e socio sanitarie: dovranno garantire le prestazioni e le cure territoriali in sinergia con gli ospedali che confluiranno nelle Aziende stesse. Ogni ASST avrà un direttore generale unico, ma al proprio interno sarà suddivisa in due strutture tra loro distinte che avranno gestione e bilanci separati: il Polo ospedaliero affidato a un direttore sanitario e la Rete territoriale affidata a un direttore sociosanitario. La Regione potrà comunque istituire nuove aziende ospedaliere, secondo i requisiti previsti dalla normativa nazionale vigente.

La riforma prevede anche la nascita di una Agenzia di vigilanza e controllo sull’erogazione delle prestazioni e delle cure sanitarie e sociosanitarie, che dovrà agire in collegamento con le singole ATS. L’Agenzia sarà costituita da un direttore nominato dal Presidente della Giunta regionale e da un Comitato di Direzione composto da 3 persone nominate su indicazione della Conferenza dei gruppi regionali di minoranza o estratte a sorte tra 10 nominativi, sempre di indicazione dei gruppi di minoranza.

Nel rispetto della legge Bassanini e delle facoltà in capo al Presidente della Giunta regionale, viene istituito l’Assessorato regionale unico al Welfare che comprende i precedenti assessorati alla Salute e alla Famiglia e Solidarietà sociale: saranno scorporate le deleghe al Volontariato e alle Pari opportunità.

A Milano troverà sede un grande polo pediatrico: il nuovo “Ospedale del Bambino” nasce dall’accorpamento di Buzzi, Sacco, Fatebenefratelli e Macedonio Melloni. Viene infine incentivata, anche attraverso una sostanziale semplificazione procedurale, la prenotazione online di visite ed esami, e viene incrementato di 40 unità il numero delle borse di studio destinate agli specializzandi lombardi. Introdotta anche l’abolizione graduale dei ticket in base al reddito fino a 32mila euro, già recepita in occasione dell’assestamento di bilancio approvato a fine luglio.

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