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Ai detenuti del Bassone una seconda chance

Ai detenuti del Bassone una seconda chance: Laboratori d’intaglio, corsi per la piantumazione e per l’utilizzo delle stampanti 3D.
Partono dalla casa circondariale di Como i nuovi programmi di rieducazione per la popolazione carceraria

Utilizzano la fantasia e l’ingegno, la creatività e, soprattutto, la buona volontà, i detenuti del Bassone sono i protagonisti dei laboratori rieducativi promossi dal Consigliere Segretario Daniela Maroni in collaborazione con la direzione del Bassone di Como.
Partono infatti il 16 giugno 2015 e continueranno fino al 14 luglio prossimo le prime lezioni d’intaglio che vedranno impegnati una ventina di detenuti nel realizzare bastoni da passeggio. I corsi sono stati studiati insieme ad Ersaf – Ente Regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste e all’Associazione La M.A.S.C.H.E.R.A. di Schignano che hanno dato il loro contributo mettendo a disposizione i volontari che varcheranno settimanalmente i cancelli di Albate. Un primo passo per sviluppare nuovi progetti e sostenere anche le iniziative promosse dalla Cooperativa “Impronte di libertà”.
“Non possiamo privare della propria dignità le persone e tanto meno permetterci di giudicare. Credo che anche chi abbia commesso degli errori possa riscattarsi e sperare in un futuro migliore. – commenta così il Consigliere Segretario Daniela MaroniMi sono avvicinata alla casa circondariale con l’obiettivo di rendermi utile e promuovere azioni dirette al recupero dei detenuti perchè credo fermamente che solo una politica fatta di attenzioni e di progetti possa rieducare e offrire una seconda chance a chi, per i più disparati motivi ha commesso degli errori. Ho iniziato a raccogliere contributi per l’acquisto di nuove stampanti 3D, grazie ai finanziamenti raccolti attraverso Fondazione Cariplo e Fondazione Comasca, oltre alla donazione della BCC dell’Alta Brianza.”

Tutto ciò rappresenta solo l’inizio di un’avventura a cui hanno preso parte Ersaf e l’Associazione La M.A.S.C.H.E.R.A di Schignano. Il corso d’intaglio prevede cinque giornate di lavoro per sei ore al giorno. Allo stesso prenderanno parte come docenti Giacomo Rusconi e Stefano Tagliaferri, operai specializzati di Ersaf.

Il programma di iniziative a sostegno della popolazione carceraria prevede a breve anche il corso di piantumazione e, durante le lezioni saranno approfondite tematiche sul bosco, il legno e la certificazione di quanto gli artisti andranno a trattare.
“Nelle carceri italiane il lavoro e il recupero dei deternuti attraverso progetti si sta diffondendo. – conclude Daniela Maroni – Trovo siano iniziative per dare agli stessi ossigeno e una speranza ai detenuti. Non solo la moda alla base delle singole iniziative, ma un’azione per dare sfogo alle singole peculiarità di chi intende impegnarsi e raccogliere del denaro da reinvestire in ulteriori progetti.”

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