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La giornata internazionale della donna

La giornata internazionale della donna in Consiglio Regionale

“Serba il diritto di pensare, anche di pensare sbagliato.
E’ comunque meglio che non pensare affatto”
Ipazia di Alessandria ( 370-415 A.C.)

Una frase che suona attuale ancora oggi.
E’ la citazione che il Consiglio ha scelto per questa giornata internazionale della donna.
Un passo che ci fa riflettere su quanto ci sia ancora da fare contro la discriminazione, per la parità.

La Regione è sempre più attenta al mondo in “rosa” ed oggi, in occasione di questa importante ricorrenza, ha scelto di ospitare in Aula il concerto di due giovani chitarriste dedicato alle lavoratrici del Consiglio.

Le due alunne della Scuola Civica Abbado di Milano, Griselda Gatti e Eni Lulja, hanno deliziato con le loro melodie.
Un viaggio nella letteratura musicale del ‘900, ma anche un percorso di riflessione sulle conquiste fatte e quelle che dobbiamo ancora fare come donne, in Italia, in Europa, nel mondo.

Un momento intenso ricco di spunti per ricordare l’8 marzo come una conquista. Come una vittoria della donna, come il raggiungimento dell’uguaglianza e della parità sociale e politica.

Quella di oggi è un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, ma, soprattutto, un momento per riflettere sulle conquiste fatte fino ad oggi. Mi preme sottolineare che, negli anni, i passi in avanti compiuti sono stati sicuramente determinanti, ma non ancora sufficienti, ecco perché noi donne non dobbiamo né fermarci, né accontentarci, dobbiamo guardare avanti e camminare con grande determinazione verso nuovi obiettivi.

Se analizziamo il fenomeno, le statistiche ci fanno rabbrividire, sono più di 100 le vittime ogni anno, casi gravi a cui si aggiungono migliaia di donne che hanno subito una violenza. Oggi, nella giornata in cui si celebra la Festa della donna, è importante e doveroso ricordarle. Dobbiamo però dire BASTA, un BASTA che faccia crollare quelle forme di machismo che non hanno più ragion d’esistere.

L’8 marzo anche quest’anno porta tante iniziative e proposte strutturate per regalare un giorno speciale alle donne. Ma anche quest’anno, come ogni anno, ci sono donne che hanno poco da festeggiare, infatti le ombre che si stendono ogni giorno, ogni anno, sono così scure che nemmeno il giallo intenso delle mimose riesce a far scomparire.

Secondo i dati annuali dell’Osservatorio del Telefono Rosa, in Italia la piaga della violenza sulle donne è sempre più preoccupante. I casi di violenza sessuale e fisica sono aumentati dal 18 al 22% negli ultimi anni e si accompagnano sempre più frequentemente a violenze psicologiche, minacce ed economiche.

Un altro grande problema femminile è quello del lavoro. In Italia, una donna su due non lavora (la percentuale è allarmante soprattutto al Sud) e, quando ha un’occupazione, la sua retribuzione è in media inferiore del 20% rispetto a quella di un uomo. Perché succede ancora ciò? Forse noi donne non ci meritiamo di più? Dobbiamo far cadere questa barriera, dobbiamo lottare per un’uguaglianza economica, noi valiamo!

Il lavoro domestico è poi un altro neo della condizione femminile visto in negativo. È infatti ancora quasi esclusivamente a carico delle donne che si trovano ad affrontare enormi difficoltà nel conciliare famiglia e professione. Per non parlare, poi, della scarsa rappresentanza nelle aziende e nelle istituzioni.

E fin qui stiamo parlando dell’Italia. Naturalmente, nel resto del mondo, ci sono donne che soffrono ben altre pene: violenze fisiche e psicologiche, matrimoni combinati, mutilazioni genitali, divieti impensabili. Assenza di diritti umani e civili e noi non dobbiamo permetterlo, noi dobbiamo contrastare con fermezza queste condizioni. IO NON CI STO!!!

Concludo con una riflessione doverosa. Che la Festa della donna sia dunque, più che un giorno in cui regalare un fiore, un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze e un momento per riflettere sui passi ancora da compiere per i diritti delle donne.

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