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Il Consiglio regionale ha celebrato oggi il ‘Giorno della Memoria’

Questo pomeriggio il Consiglio Regionale ha celebrato il “Giorno della Memoria”, una cerimonia toccante in ricordo dei caduti nell’adempimento del dovere.

Da 10 anni Regione Lombardia ricorda in forma solenne tutte le vittime del terrorismo, della mafia e di ogni altra forma di criminalità, e si stringe in un abbraccio ai parenti di quegli eroi.
Il “Giorno della Memoria” era stato istituito con la legge regionale n.10 del 3 maggio 2004. Nacque per celebrare il ricordo di Renato Barborini e Luigi D’Andrea, agenti della Polizia di Stato caduti entrambi il 6 febbraio 1977 in un conflitto a fuoco con la banda criminale Vallanzasca al casello autostradale di Dalmine.

Una cerimonia solenne, che si è tenuta alla presenza di autorità civili e militari e di alcuni familiari delle vittime tra i quali Gabriella Vitali, vedova del Maresciallo Luigi D’Andrea, e i familiari dell’agente di Polizia municipale Niccolò Savarino, ucciso nel gennaio 2012 alla Bovisa di Milano, e del carabiniere Giovanni Sali ucciso a Lodi nel novembre 2012.

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“Le vostre ferite sono le ferite della nostra comunità” ha ricordato il Presidente Raffaele Cattaneo.
“Questo momento di dolore immenso per voi – ha continuato il Presidente Raffaele Cattaneo, rivolgendosi ai familiari delle vittime presenti in aula consiliare – deve essere, anche, di fierezza, perché i vostri congiunti hanno perso la vita nello svolgimento del loro dovere. Le vostre ferite sono le ferite della nostra comunità che i vostri cari hanno difeso fino al sacrificio estremo. I Servitori dello Repubblica caduti ci lasciano una testimonianza esemplare ma assolutamente antiretorica, perché il drammatico attestato di questo valore non è lasciato alla parola, ma al gesto di essere responsabili e fedeli alla propria missione”.

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Intervenuta in rappresentanza del Presidente della Giunta Roberto Maroni, l’Assessore regionale alla Sicurezza Simona Bordonali ha ricordato l’impegno della Regione a promuovere la sicurezza con progetti concreti.
“Rendere omaggio alla memoria di questi uomini e donne ci ricorda di essere parte della società che loro hanno servito con sacrificio. La Regione Lombardia ha istituito questa giornata 10 anni fa e io sono qui a dare un segno di vicinanza concreto a tutti coloro che hanno servito lo Stato perdendo la vita, e per tutti coloro che, ogni giorno, servono la giustizia.
La sicurezza non è solo un desiderio, è un diritto che le Istituzioni sono tenute a garantire e la Giornata della Memoria è un tributo ai caduti e un monito per non abbassare mai la guardia”

“La Regione Lombardia – ha ricordato l’assessore – ha istituito questa giornata più di dieci anni fa, con la legge regionale n. 10 nel 2004. La lotta alla criminalità – ha ammesso – non è infatti materia del passato: la Lombardia, anche per la grande vitalità del suo tessuto economico-sociale, da decenni è oggetto di attenzione da parte della malavita, principalmente quella organizzata”.

“La sicurezza dei cittadini e la lotta alla criminalità – ha fatto presente Bordonali -costituiscono una priorità dell’azione del Governo regionale.
La sicurezza è un bene prezioso per la vita di una comunità, e insieme un bisogno espresso dai nostri cittadini con sempre maggior forza. La sicurezza non è solo un desiderio; all’interno di un territorio essa è un diritto, che le Istituzioni sono tenute a garantire.
La giornata odierna rappresenta un tributo a quanti sono caduti in servizio, ma anche un momento di riconoscimento del grande lavoro che i Servitori dello Stato svolgono quotidianamente – ha proseguito l’assessore- .Gli uomini e le donne che lavorano per darci sicurezza non devono essere lasciati soli: compito delle Istituzioni è garantire loro un sostegno forte e costante”.

Le Istituzioni – ha precisato Bordonali – non stanno a guardare: la Regione si muove per prevenire e per combattere la malavita. Serve però che sia diffusa una cultura della legalità. Non alle sole Forze dell’Ordine infatti può essere delegata la battaglia per la sicurezza – ha ammesso l’assessore – né a loro soltanto possono essere chiesti abnegazione e spirito di sacrificio.
La lotta alla malavita è una responsabilità diffusa, un principio che deve essere fatto proprio da ogni individuo”.
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Toccante il momento di raccoglimento che si è tenuto sulle note del “Silenzio fuori ordinanza” che ha chiuso la solenne cerimonia, dedicata da undici anni alle vittime della criminalità e a chi ha sacrificato la propria vita al servizio della Repubblica e della collettività.

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