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Il Consiglio ricorda la Giornata della Memoria

Il Consiglio ricorda la Giornata della Memoria con una cerimonia toccante

Oggi è il 27 gennaio, la Giornata della Memoria.
Il 27 gennaio del 2000 la Repubblica Italiana ha votato all’unanimità l’istituzione di questa ricorrenza e oggi, il Consiglio ha voluto commemorarla.
Il 27 gennaio 1945, la data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, e’ diventato il simbolo della volontà di non dimenticare mai.
In apertura le parole del Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo, “Le leggi razziali vennero approvate dal Parlamento e segnarono una pagina cupa nella storia parlamentare italiana. Furono una vergogna per l’Italia. Spesso la debolezza della coscienza civica nasce dalla debolezza delle scelte delle Aule parlamentari” che ha ricordato i tragici eventi di settant’anni fa sottolineando la profonda attualità della rievocazione.
 
“Il Consiglio regionale – ha detto Cattaneo – vuole fare memoria nella convinzione che la verità di quello che è stato debba essere difesa dalle ingiurie e dalla dispersione che il tempo porta con sé. Dobbiamo ricordare questi fatti perché non ritornino più. Difendere la verità dei fatti vuol dire custodire, senza retorica, il ricordo per agire in difesa dei valori costituzionali, della vita, della dignità umana e della pacifica convivenza” .
Il Presidente Cattaneo, sottolineando la necessità che questa Giornata si traduca in un “un impegno culturale, morale e politico e non di retorica”, ha poi evidenziato l’attualità delle parole di Primo Levi: “Nessuno è garantito da una futura marea di violenza generata da intolleranza, da libidine di potere, da ragioni economiche, da fanatismo religioso e politico”.

A nome della Giunta è intervenuto il Sottosegretario Ugo Parolo, che ha sottolineato il dovere educativo delle istituzioni. “Occorre tenere alta la guardia -ha detto-  per evitare il ritorno di un’ideologia che eliminò dalle coscienze il concetto stesso di essere umano. Non ci sarà mai abbastanza giustizia per le vittime della Shoah: per questo a noi tocca il dovere di tenere vivo il loro ricordo”.
Toccante il momento in cui Ugo Parolo ha citato Primo Levi, poco prima di veder scorrere il video-testimonianza di un passato che non possiamo e non dobbiamo dimenticare.

In consiglio c’era anche Roberto Jarach, Vice Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane e della Fondazione Memoriale della Shoah, che ha ricordato quei momenti drammatici, di come oggi, in piena democrazia, sembri impensabile che a pochi passi da Palazzo Pirelli, partissero i treni dal Binario 21.
Non solo, di come questo vada mostrato sempre piu’ agli studenti per tenere alta la guardia, verso ogni forma di discriminazione.

A toccarmi il cuore, in modo particolare, sono state la forza e la dolcezza di  Agata “Goti” Herskovits Bauer.
90 anni, un sorriso radioso, una donna sopravvissuta agli orrori dei campi di concentramento e che ha scelto di condividere con noi i suoi ricordi, la sua tragedia.
La sua è la storia di un popolo sradicato dalle proprie case, separato dai propri affetti e sterminato nei forni della morte.
Ad Agata fa male ricordare ma lo vuole fare, perchè in pochi sono sopravvissuti,  pochi sono ancora vivi, e la loro testimonianza è di aiuto e monito.
“Raccontare quella terribile esperienza – ha detto –  è sempre una grande emozione, che poi si trascina per giorni. E’ impossibile dimenticare, ma forse l’unico aspetto positivo è questo grande desiderio di trasmettere la memoria. Soprattutto ai giovani che, faticano a credere a un racconto talmente incredibile per loro, cresciuti in un clima di democrazia: nella loro ingenuità non riescono a concepire le nostre difficoltà di ebrei vissuti sotto una dittatura”.

A colpirmi di Agata è la lucidità mentale, il suo sorriso ricco di luce, il suo essere una donna forte capace di essere riuscita a costruirsi una seconda vita con determinazione assoluta.

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