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Presentato il Libro Bianco della Salute, la Lombardia alza l’asticella del servizio socio-sanitario

Venerdì 4 luglio è stato presentato il Libro Bianco sullo sviluppo del sistema sociosantario in Lombardia, un documento «finalizzato a  rendere partecipi tutti gli attori istituzionali e sociali delle riflessioni che Regione Lombardia ha svolto sul sistema sanitario e sociosanitario lombardo».

Questi i principi cardine su cui si basa lo sviluppo del sistema lombardo:

• Conferma della specificità culturale e sociale lombarda: l’affermazione della libera scelta;

• Passaggio dal “to cure” al “to care”;

• Organizzazione di un modello che separi le funzioni chiave di programmazione, erogazione delle prestazioni e controllo;

• Articolazione del sistema sanitario organizzato in Agenzie Sanitarie Locali (ASL), Aziende Integrate per la Salute (AIS) e una Centrale unica di committenza.

Il documento è frutto di un percorso condiviso che ha visto la partecipazione dell’Assessorato alla Salute, Assessorato alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato, della Commissione Sviluppo Sanità presieduta dal Prof. Umberto Veronesi, da Eupolis e dagli stakeholder istituzionali e sociali.

Di seguito, l’intervento del Governatore Roberto Maroni e di altre personalità istituzionali  presenti  all’evento di presentazione ospitato a Palazzo Lombardia.

Presidente Maroni:  “Con la giornata di oggi, di presentazione del libro bianco della Salute, intendiamo fornire una base di partenza, idee e soluzioni su cui poter lavorare nella maniera più condivisa possibile. Ci attendiamo commenti, critiche, alternative, da parte di tutto il comparto degli operatori. Un sistema misto pubblico-privato. C’è preoccupazione da parte di certi settori della sanità lombarda, ma voglio tranquillizzare tutti: non stiamo penalizzando il pubblico. Con questo Libro Bianco intendiamo garantire condizioni di parità tra tutti i cittadini lombardi. Ci siamo messi nei loro panni e loro vogliamo offrire un servizio quanto più rispondente alle richieste”

Ass. Garavaglia:  “Ieri abbiamo chiuso a Roma il Patto per la Salute,  ottenendo l’incremento del fondo complessivo per le Regioni da 107 a 110 miliardi di euro.  Passo successivo sarà il riparto tra le singole Regioni, ma siamo tranquilli perché abbiamo ottenuto garanzie sull’intoccabilità del principio dei costi standard. E’ arrivata anche un’altra vittoria: i risparmi di Regione Lombardia nel comparto sanitario dovranno rimanere nel sistema sanitario lombardo, il che permetterà di elevare il livello e la qualità dei servizi. Su altri punti, toccati ieri, la Lombardia è già avanti e quindi si può dire che fa scuola: parlo ad esempio del numero unico di emergenza, noi abbiamo il 118 e l’AREU e della richiesta di individuare una centrale unica per gli acquisti, noi abbiamo l’ARCA. Altri temi toccati sono stati l’assistenza territoriale e i commissariamenti: in caso di commissariamento, Commissario non sarà il presidente della regione, ma un soggetto esterno.

Maroni:  “Il sottotitolo “Un impegno comune per la Salute” riprende una citazione del Libro Bianco della Salute prodotto nel 2007 dalla Commissione Europea. Siamo la Regione italiana più virtuosa, ma questo non ci basta, vogliamo confrontarci con le altre regioni europee, vogliamo diventare un’eccellenza europea.  Per un sistema adeguato ai tempi, proiettato verso il futuro, e che sappia dare sempre risposte ai lombardi, e anche a chi viene da fuori Lombardia”.

Ass. Mantovani:  “Da oggi si apre una delle fasi più importanti di questa Legislatura. Parte il confronto sociale, culturale, con tutte le istituzioni e gli operatori. Ricordo che la prima grande riforma sanitaria a livello mondiale venne realizzata in Lombardia, nel ‘500. Allora fu inventato l’Ospedale degli acuti,  oggi sugli acuti siamo al massimo. Nel 2030 prevediamo che la nostra Regione conterà un  1 milione di residenti ultrasessantacinquenni e 1 milione di residenti al di sotto dei 10 anni. Abbiamo già una buona legge, oggi dobbiamo fare ancora meglio. Il tema della cronicità deve essere portato al livello delle performance degli acuti. Obiettivo del Libro Bianco  è di ampliare il tema della libera scelta, parità di diritti e doveri tra strutture pubbliche e convenzionate. Il paziente deve essere protagonista del suo percorso di salute.  Due settimane fa ero in visita in Giappone, e chiedendo informazioni sul locale sistema sanitario, mi è stato riferito che il 30% della spesa è a carico del paziente. Ecco, qui sta la differenza: Regione Lombardia opera su principi diametralmente opposti,  al paziente si richiede solo di pagare un ticket, che intendiamo tra l’altro ulteriormente ridurre (grazie alle decisioni prese ieri per il Patto per la Salute, ricorda Maroni).

Ass. Cantù: “Sarò telegrafica. L’importante è che si realizzi un confronto più alto possibile tra le parti coinvolte. Occorre inoltre, ed è fondamentale, separare i processi di acquisto e programmazione”.

Presidente Rizzi: “Aggiungo l’importanza del metodo di questa proposta. Il Libro Bianco intende mettere a disposizione indirizzi e strumenti per risolvere e superare la disomogeneità dell’offerta: coinvolgendo tutte le realtà possiamo dare risposte concrete.  E’ questa la nostra grande scommessa. Non aspettiamo l’arrivo del problema, ma preveniamolo.  Tra 20 anni saremo noi gli utenti di quel sistema che oggi stiamo determinando”.

 

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