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Rapporto ORIM 2013, non si ferma il boom di immigrati in Lombardia

A Palazzo Lombardia è stato presentato il Tredicesimo rapporto dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la Multi etnicità.

Di seguito, una breve relazione dei diversi argomenti toccati.

SPUNTI GENERALI

Tematica dell’immigrazione trasversale. Gli strumenti e i dati raccolti dall’Osservatorio possono permettere di trovare collegamenti tra i fenomeni sociali, e di riflesso coinvolgere il mercato del lavoro.

Modello di monitoraggio ORIM non ha eguali in Italia. Dal rapporto 2013 emerge che ¼  degli stranieri presenti in Italia si trovano in Lombardia.  In totale risultano 1,280,000 gli stranieri provenienti dai paesi ad alta pressione migratoria, 40,000 in più rispetto al 2012, quasi 800,000 in più rispetto alla prima rilevazione, datata 2001. In 12 anni percentuale degli stranieri su totale della popolazione cresciuta dal 5% al 13%. Nell’ultimo anno si è comunque registrata una flessione.  Più equilibrio tra numero di uomini e donne che raggiungono il nostro paese.

In termini numerici, il flusso migratorio proviene principalmente da Romania, Marocco e Albania. Significativa crescita dell’immigrazione dall’Ucraina e dal subcontinente indiano (India, Pakistan, Sri Lanka). Diminuisce l’irregolarità (totale irregolari stimati in 87,000), diminuisce il numero di migranti che arrivano individualmente, al contrario cresce il numero delle famiglie che raggiungono il territorio lombardo.  Cresce il grado d’integrazione sociale, in aumento (+1,3%) anche i proprietari di casa, dato rilevante se si considera la contingenza di crisi. LAVORO In crescita gli immigrati regolari non occupati: 15%.. In crescita gli imprenditori immigrati: 11 mila Reddito delle famiglie straniere in contrazione: da 1,500 a 1,300 euro al mese di salario. Questo fa sì che le rimesse,  i quantitativi di denaro inviati ai paesi di provenienza, diminuiscano. Crescono anche gli immigrati di passaggio, che vedono nell’Italia e nella Lombardia solo una stazione nel loro viaggio verso Occidente e verso Nord. Segno più anche per l’anzianità migratoria (ovvero il numero di anni trascorsi nel nostro paese), e considerando anche i figli di stranieri nati in Italia, per il 2035 si stimano 350mila nuovi cittadini italiani, che in quanto tali avranno diritto al voto. Alta incidenza di mortalità sul posto di lavoro. Quadro in miglioramento, ma i numeri rimangono preoccupanti:  ogni 10-15 giorni un immigrato perde la vita. Forte disoccupazione femminile.  Il 95% delle donne senza lavoro nel 2012 non ha trovato un’impiego l’anno successivo.

ISTRUZIONE

In crescita gli immigrati iscritti alle scuole lombarde: 191.500, 15.000 alle Università. Molti  hanno iniziato in Italia il loro percorso scolastico, il che ha agevolato la loro normalizzazione. Dunque il ritardo scolastico è in forte diminuzione. Numerose le scuole dell’obbligo che contano stranieri in percentuali superiori al 30% ma anche al 50%. Aumentano gli stranieri iscritti alle scuole secondarie di secondo grado, aumentano in misura esponenziale (+108%) coloro che intraprendono un percorso universitario. Raddoppiati in 5 anni gli studenti stranieri con diverse abilità, rappresentano il 22% sul totale degli alunni lombardi disabili.

NASCITE – SANITA’

Ancora forti disuguaglianze, tuttavia per numero di nascite le famiglie straniere che risiedono in Italia tendono ad avvicinarsi alle abitudini dei lombardi.  Problema aborti, evidente per gli immigrati irregolari:  su 100 nascite potenziali, 65 finiscono prematuramente in aborto.

Ricoveri in crescita negli ospedali, una conseguenza del maggior numero di disoccupati, di occupati irregolari, di occupati in lavori usuranti o con scarse tutele di sicurezza. Numerosi gli stranieri ricoverati per Tubercolosi e HIV.  Le disuguaglianze culturali, sociali ed economiche conducono a disuguaglianze di salute. L’incremento del ricorso alle cure sanitarie determina un incremento dei costi per il servizio di assistenza pubblica.

POLITICHE MIGRATORIE

Le norme introdotte nel 2013 testimoniano un cambiamento nell’approccio alla questione, da repressivo a realistico. Politiche che favoriscono l’inserimento, strada corretta perché, è un dato di fatto, l’integrazione sociale degli stranieri cresce.

Problema dei centri di accoglienza, inadeguati rispetto alle domande di asilo politico. I richiedenti ammontano a 26,000, i posti a disposizione sono 13,000. Evidente la sottostima, e la perdurante incapacità da parte delle istituzioni politiche di far fronte al fenomeno migratorio.

Politiche di accoglienza si devono evolvere, perché si evolvono i flussi migratori.  Oggi le domande di asilo vengono in maggioranza accolte. Novità 2014: permesso di soggiorno della durata dell’intero percorso di studio per gli universitari che arrivano in Italia.  Dopo il termine degli studi, il permesso richiesto ha durata di un anno. Cittadinanza italiana per gli stranieri nati in Italia:  la richiede il 90% degli aventi diritto, ma non è automatico che venga concessa. Misure ancora insufficienti a livello di primo inserimento degli stranieri che arrivano in Italia giovani o adulti.  Bisognerebbe alzare le soglie del livello linguistico, lo standard attualmente richiesto (A2) risulta limitante per le potenzialità dello straniero, a livello di percorso scolastico e carriera lavorativa.  Le istituzioni stese non ne traggono guadagnano, dovrebbero invece ragionare in un’ottica di ricchezza che queste persone possono portare per il sistema.  Un ruolo importante in tal senso potrebbe essere ricoperto dai datori di lavoro, che potrebbero promuovere corsi adeguati. Tutte queste iniziative, va da sé, si scontrano con costi che nessuno sembra in questo momento volersi accollare. In Lombardia patrimonio di 424 associazione create da stranieri. Hanno connotazione prettamente nazionale,  nel 70% dei casi vi partecipano anche cittadini italiani. Obiettivi: integrazione con il paese d’arrivo, scambio culturale, promozione della cultura del paese di origine. Queste realtà spesso sono senza fondi e senza sede.

Segnalo nel corso dei lavori l’importante contributo portato dall’Assessore alla Protezione Civile Simona Bordonali

“Numero di irregolari in calo, risultato importante. Lombardia Regione accogliente, ha puntato molto sull’integrazione, obiettivo che si raggiunge anzitutto puntando sull’alfabetizzazione e l’apprendimento della lingua italiana.  Attivati a tal proposito 1,100 corsi di italiano gratuiti. Punto critico il lavoro: da un lato ce lo potevamo aspettare, dall’altro ci fa riflettere. Bisogna prevedere azioni che vadano in direzione di chi già si trova sul nostro territorio, persone che hanno probabilmente contratto mutui e che mandano i loro figli a scuola. Numero di migranti e profughi elevato, aumenterà ancora di più ora che è stato eliminato il reato di clandestinità.  Regione Lombardia non può da sola farsi carico della questione, servono interventi importanti da parte delle autorità statali ed europee. A cominciare dal problema dei centri di accoglienza, come del fatto che molti profughi vorrebbero lasciare l’Italia ma secondo le normative oggi non possono farlo  (a meno che non vi siano parenti  in altri paesi dell’Unione Europea, ndr).

L’esempio dell’Albania dimostra che gli accordi tra Stati possono portare ad evidenti miglioramenti. Un grado di integrazione importante può arrivare dalla partecipazione degli stranieri alla società civile, attraverso le numerose associazioni di volontariato che possiamo vantare. Incidenti stradali, altra situazione da vagliare: il 25% degli incidenti causati da immigrati, dobbiamo fare in modo che si crei un rapporto di maggiore dialogo tra questa fetta di popolazione e la Polizia locale. Preoccupanti i dati sulla disoccupazione:  solo il 57% degli immigrati ha un lavoro regolare,  il resto lavorano nell’illegalità o sono inattivi.  I dati ORIM peraltro sono solo parziali, c’è tutto un mondo sommerso che non possiamo quantificare con precisione”.

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