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Ludopatia: approvata in Commissione Attività Produttive la Proposta di legge al Parlamento

Questa mattina è stata approvata in Commissione Attività Produttive, con votazione unanime, la Proposta di legge al Parlamento per chiedere l’attivazione di misure di contrasto al fenomeno delle ludopatie.

Sono molto soddisfatta per il lavoro svolto dal gruppo incaricato, dal relatore Consigliere Rolfi e da tutti coloro che hanno collaborato alla stesura del documento.

Ora il testo passerà alla fase di discussione in Consiglio regionale.

 

Di seguito riporto il mio intervento preparato per la discussione in sala.

Egregi Colleghi,

il gruppo di lavoro relativo alla proposta di legge al Parlamento n. 4 di iniziativa del Presidente della Giunta Regionale, abbinata alla proposta di legge al Parlamento n. 10 di iniziativa Consiliare, al quale ho preso parte in questo periodo, ha cercato, attraverso le proprie modifiche, osservazioni e riformulazioni, da un lato, di porre in essere delle misure volte a contrastare il fenomeno della ludopatia ed a razionalizzare i punti di rivendita di gioco pubblico; dall’altro, di riordinare le norme vigenti in materia di giochi con vincite in denaro, con l’obiettivo di tutelare la salute degli individui.

L’attenzione posta da me e dai Colleghi che hanno partecipato ai lavori riguardo alla normativa in oggetto si è concentrata su diversi aspetti, che riguardano sia la tutela di un bene primario e garantito dalla nostra Costituzione, quale la salute fisico-psichica della persona, sia l’importanza di una gestione sicura e trasparente del gioco d’azzardo, allo scopo di contrastare i fenomeni non autorizzati e clandestini, che portano dietro di sé gli strascichi dell’illegalità, di cui la criminalità ed il riciclaggio di denaro sono casi emblematici.

In particolare, il gioco d’azzardo patologico, a mio parere, costituisce, purtroppo, una forma pericolosa e preoccupante di dipendenza, al pari di quelle causate dall’alcool o dalle droghe ed un fenomeno che, nel nostro territorio è, purtroppo, in continua e costante espansione e rappresenta una vera piaga sociale.

Il PLP 4 ed il PLP 10 affrontano in maniera trasversale diversi aspetti delle tematiche del gioco d’azzardo e della ludopatia. Nello specifico, con essi si cerca d’intraprendere una gestione sicura e chiara del gioco; di educare alla consapevolezza del problema che lo stesso può creare, promuovendo delle iniziative con lo scopo di prevenirne e di curarne le inevitabili conseguenze negative. Con il nostro lavoro, abbiamo cercato di prestare la massima attenzione nei confronti di entrambi i lati della medaglia, ossia le categorie di soggetti coinvolti: da una parte i gestori delle sale da gioco e degli esercizi in cui vi sia offerta di giochi d’azzardo autorizzati, affinché affrontino l’attività in maniera consapevole e con il massimo spirito collaborativo nei confronti degli operatori dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale, facendo da filtro e da ponte attraverso l’esposizione nei locali del materiale informativo, la segnalazione dei servizi di assistenza nonché consentendo l’accesso per fornire informazioni ed un sostegno concreto e di prossimità ai giocatori con possibile patologia del gioco d’azzardo.

I nostri Sindaci, poi, svolgono e svolgeranno un ruolo fondamentale nella gestione delle tematiche, quali autorità competenti all’autorizzazione per l’esercizio del gioco d’azzardo, mentre l’Osservatorio sui rischi di dipendenza da gioco deve monitorare le dipendenze.

L’esame del PLP 4 abbinato al PLP 10, quindi, costituisce espressione del concreto approccio che Regione Lombardia vuole garantire nell’affrontare i delicati ambiti che in essi sono coinvolti, attraverso un atteggiamento di costante sensibilità, di attenzione e d’immedesimazione nelle problematiche coinvolte.

A mio parere, dunque, lo spirito con il  quale ho affrontato i momenti del gruppo di lavoro è stato, in primo luogo, quello di comprendere quanto possa essere grave e complicato avere vicino un soggetto affetto da gioco d’azzardo patologico che, il più delle volte, si isola dal resto del mondo, pensando al gioco quale unica ragione di esistenza e quale via d’uscita  dai problemi della vita quotidiana, che, nella realtà, si rivela essere una trappola.

Ho pensato, poi, anche ai nostri ragazzi, anche minorenni, che nel mondo di oggi, sono esposti a modi troppo “alternativi” con i quali trovare il divertimento: essi devono essere disincentivati dalla smania di vincere grosse somme in maniera apparentemente semplice e di crearsi dei falsi miti e delle false realtà nelle quali possono rimanere irreversibilmente coinvolti e tutti noi, istituzioni in primis, devono sentirsi anche moralmente chiamati in causa.

Auspico, pertanto, che, con il lavoro di noi tutti, si riesca non solo ad arginare, ma anche ad assumere una presa di posizione, a livello di prevenzione e di cura, sempre più orientata a debellare il problema.

Grazie.

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