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Conciliazione famiglia-lavoro: il primo convegno da me organizzato al Pirellone

La conciliazione aziendale si può fare,  si deve fare: è questo il messaggio emerso dal Convegno “Conciliazione famiglia-lavoro: i due orologi si possono incontrare?” ospitato quest’oggi a Palazzo Pirelli. Il primo convegno che organizzo da quando ricopro l’incarico di Consigliere Segretario in Regione Lombardia.

Sono soddisfatta dell’esito delle discussioni,  e perché siamo riusciti a far rete tra Consiglio e Giunta. Egregi gli interventi, grande taglio pratico, in linea con le risposte concrete che le persone e le famiglie chiedono dall’esterno, le parole infatti non bastano più. Lavorare è indispensabile per l’uomo ma anche per la donna, soprattutto in questo periodo di crisi, questo però comporta sacrifici anche sul tempo a disposizione per gli affetti e le attività nella vita privata. Effetto di questo vortice è che spesso si finisce per rovinare equilibri, fomentare tensioni, rendere le persone meno tranquille e di conseguenza anche meno produttive sul posto di lavoro.

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Gli imprenditori intervenuti hanno portato alla luce eccellenze di conciliazione, dall’asilo realizzato tra le mura di una ditta alla figura del maggiordomo aziendale. Dobbiamo fare rete perché la conciliazione famiglia-lavoro possa diventare una realtà. Credo che attraverso la sensibilizzazione, insieme a imprese sindacati e le associazioni degli imprenditori possiamo dare quel tocco in più per avere una società migliore. Gli strumenti normativi non mancano, come i positivi esempi che arrivano da altre nazioni europee”.

Una persona che lavora nella serenità rende serena anche la nostra società. La conciliazione si deve fare,  fa bene al dipendente, all’impresa, alla famiglia, alla società. Questo è il mio impegno.

Di seguito, il testo integrale del mio intervento:

Buongiorno e benvenuti a tutti.

Voglio ringraziare, in primis, il nostro Presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo unitamente a tutto l’Ufficio di Presidenza per avere accolto la mia iniziativa e per avermi permesso di realizzare la giornata che Ci vede qui riuniti oggi.

Rivolgo, poi, un sentito ringraziamento agli Assessori che parteciperanno alla tavola rotonda: Valentina  Aprea, Assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro; Paola Bulbarelli, Assessore regionale alla Casa, Housing Sociale e Pari Opportunità; Maria Cristina Cantù, Assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, oggi presente per il tramite del Suo Direttore Generale Giovanni Daverio, che del pari ringrazio; e da ultimo, ma non per importanza, ringrazio Mario Melazzini, Assessore regionale alle attività Produttive, Ricerca e Innovazione che, purtroppo, non sarà presente oggi per un impegno sopraggiunto, ma che, comunque, mi ha fatto avere un messaggio di saluto che tra poco andremo a leggere; Assessori tutti che hanno manifestato vivo entusiasmo riguardo a questa mia iniziativa unito ad uno spirito di squadra e ad una spiccata volontà di creare rete tra Consiglio e Giunta durante le fasi organizzative di questo convegno che mi ha lasciato piacevolmente colpita.

Ringrazio, poi, tutti i relatori, quelli istituzionali, quali il Vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi, Daniela Libretti, componente del Consiglio per le Pari Opportunità della Lombardia e Carolina Pellegrini, Consigliera di Parità Regionale e tutte le altre personalità, imprenditoriali e non, nonché le rappresentanze delle Parti Sociali, scusandomi sin d’ora per non essere riuscita, per ragioni organizzative, ad inserire nel programma, che trovate nelle Vostre cartellette, il nominativo della dott.ssa Roberta Rossetti, della Direzione Servizi Sindacali Unione Confcommercio Milano in rappresentanza di R.ete. Imprese Italia Lombardia – che inserirà il Suo contributo prima dei saluti del nostro Presidente – relatori tutti che, con le loro testimonianze d’eccellenza in ambito di buone pratiche di conciliazione, Ci aiuteranno ad inquadrare ad ampio spettro il tema affrontato, fornendo stimoli e suggerimenti. Un ringraziamento particolare va, infine, a Sonia Bedeschi, giornalista di Radiolombardia e Lombardia Channel, conduttrice della trasmissione “io protagonista”, venuta oggi in amicizia e, tra l’altro, a titolo gratuito, e che proseguirà  nel coordinamento della giornata di oggi.

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Questo convegno sulla conciliazione famiglia-lavoro è stato da me ideato e strutturato sulla base di un progetto del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della CCIAA di Como, che ho ritenuto essere estremamente interessante – e che, tra poco, Vi verrà presentato personalmente dalle promotrici – ed è poi stato esteso in maniera trasversale agli Assessorati che, nello spazio a loro dedicato nella prima parte dei lavori, Ci illustreranno le misure delle politiche regionali sul tema.

Ho, poi, voluto dare un taglio pratico a questa giornata, attraverso l’intervento di alcuni imprenditori che già attuano tale politica affinché dalle loro parole Voi tutti possiate attingere stimoli e suggerimenti utili, dal momento che, come politica ma, in primo luogo, anche come donna, sono fermamente convinta che, nel periodo di grave crisi in cui Ci troviamo, sia giunto il momento di dare ai nostri cittadini lombardi delle risposte con fatti concreti e non limitarCi a delle semplici parole.

Ma veniamo  al tema: conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro, molto spesso, è assai difficile, soprattutto, ma non solo, per noi donne. I ritmi frenetici delle nostre vite quotidiane, infatti, non Ci permettono, a volte, di essere presenti a casa, con la conseguenza che si creano spiacevoli ed inutili situazioni di tensione con i propri cari e, al tempo stesso, non si riesce ad essere abbastanza produttivi e concentrati sul lavoro perché Ci si pone il problema di dover chiedere dei permessi per andare a prendere i figli a scuola, di non riuscire a gestire le faccende domestiche piuttosto che di avere l’ansia di un conto alla rovescia con cui dover fare tante cose contemporaneamente.

E, diciamocela tutta, in momenti di crisi economica, in cui il doppio reddito è fondamentale per far quadrare il bilancio familiare, avere un ulteriore problema come quello di conciliare la propria vita affettiva con quella lavorativa è una situazione davvero molto delicata e rischia di rompere molti equilibri.

Il tema della conciliazione famiglia-lavoro non riguarda solo l’uomo e la donna come individui, ma concerne anche i figli, i tanti di noi che convivono con un anziano da accudire, piuttosto che con persone con dei gravi e delicati problemi di salute. Sarebbe, pertanto, riduttivo parlare di conciliazione come di una tematica che tocca prettamente il mondo femminile: conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro, infatti, diventa una “questione di famiglia”, nella quale uomini e donne si sentono ugualmente coinvolti, riguarda i singoli, i nuclei familiari, le famiglie allargate e tutta la nostra società intesa nel significato più ampio del termine.

Vero è, anche, che, per quanto riguarda noi donne, riuscire a conciliare la famiglia con il lavoro costituirebbe anche un trampolino di lancio per consentirCi una realizzazione di pari opportunità in ambito lavorativo: molte donne, infatti, proprio per questa difficoltà, molto spesso non riescono a ricoprire i vertici aziendali, politici e medico-sanitari.

Praticare la conciliazione, poi, è utile non solo ed unicamente per il lavoratore, ma anche per l’imprenditore: quest’ultimo, attraverso una politica di attenzione per le risorse umane ed “amica della famiglia”, ha infatti, il vantaggio di avere più efficienza e produttività,  oltre che il valore aggiunto di costituire un’impresa all’avanguardia per i servizi che è in grado di erogare al proprio personale. Chi è, invece, alle dipendenze lavora in modo più sereno e concentrato.

La tematica della conciliazione, poi, non riguarda solo il nostro territorio, ma dobbiamo dare alla stessa una visione a livello europeo, cogliendo dalle politiche di altri Stati ciò che in essi è già dato per acquisito, perché sono convinta che pratiche quali il telelavoro, la flessibilità, il part-time, il maggiordomo e l’asilo aziendale non debbano essere dei semplici casi isolati ma devono diventare strutturali anche nel nostro territorio lombardo, per consentire a tutti noi di vivere e lavorare più serenamente.

Il voler e saper fare conciliazione, a mio parere, deve, quindi, provenire, innanzitutto, dalla volontà di ognuno di noi, dobbiamo farci forza l’uno con l’altro per renderCi promotori di buone pratiche, partendo proprio da noi stessi e dalle nostre famiglie. Nel mio caso, posso affermare con certezza e con assoluta convinzione che il merito di tutti i traguardi da me raggiunti nell’arco della mia vita è dovuto all’aiuto costante da parte dei miei familiari, che hanno saputo sostenermi sempre, aiutandomi a conciliare i tempi del mio lavoro, che è molto impegnativo, con quelli della mia famiglia che amo.

Attuare buone pratiche di conciliazione, dunque, fa bene a tutti ed essere finalmente capaci di riuscire a sincronizzare i nostri orologi costituisce un valore aggiunto per la nostra società.

Ora lascio la parola a Sonia Bedeschi ed agli altri protagonisti di quella che, spero, possa essere per tutti Voi presenti una piacevole ed interessante giornata e Vi ringrazio per aver voluto partecipare a questo evento.

Grazie.

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