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Sostegno convinto alle identità di genere, a “padre” e “madre”

Meglio dire “madre” e “padre”. Il Consiglio regionale lombardo ha approvato una mozione che va contro la decisione del Comune di Milano di eliminare dai moduli di iscrizione agli asili nido e alle scuole materne le dizioni «madre» e «padre», per sostituirle con un più generico «genitore».

Condivido in pieno il contenuto della mozione e mi chiedo come un’istituzione pubblica, portatrice per sua natura dell’interesse di una collettività intera, il cui nucleo risiede per definizione nella famiglia, possa arrogarsi il diritto di togliere all’uomo una fondamentale ricchezza, che è quella dell’identità di genere. E mi preoccupano le conseguenze negative e di disorientamento che subirebbero i figli di questi “genitori 1 e genitore 2” a loro insaputa, e senza alcuna difesa. L’intento di questa paventata neutralità rischia in realtà di trasformare la società in un semplice elenco numerico.

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