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LENTE DI INGRADIMENTO: PDA 7 – NUOVE LINEE PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE COMMERCIALI

Il documento approvato dal Consiglio regionale istruisce l’arresto a nuovi insediamenti commerciali nelle aree agricole, via libera al riuso di aree dismesse, tutela dei negozi di vicinato nei centri storici, equilibrio delle presenze di grandi e medi centri commerciali a livello sovracomunale, precedenza a grandi insediamenti che non comportino ulteriore consumo di suolo. Il provvedimento fissa quattro obiettivi:

•          il sostegno alla ripresa economica e dei consumi;

•          lo sviluppo equilibrato delle diverse forme commerciali, con priorità alle micro e piccole imprese attraverso la qualificazione dell’offerta e di flessibilità verso la domanda;

•          il contrasto alla desertificazione commerciale dei centri urbani, in particolare nei territori montani, nei centri storici delle piccole e medie città di pianura e nelle periferie;

•          il supporto all’attrattività del sistema territoriale attraverso la valorizzazione dei prodotti locali, dall’artigianato all’agroalimentare, alla cultura ed editoria, in vista di EXPO 2015.

Prospettive nel medio periodo:  la pianificazione della rete commerciale avverrà su scala macroregionale, prestando massima attenzione ai riflessi ambientali, territoriali e infrastrutturali delle grandi e medie strutture di vendita, soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità energetica, l’inquinamento acustico, atmosferico e alla mobilità. Presenza equilibrata dei servizi commerciali dovrà contrastare la desertificazione dei piccoli centri, delle periferie urbane e delle aree montane.

Valorizzati gli strumenti finanziari della Regione a sostegno dei Distretti del commercio, alleggeriti i carichi fiscali sulle imprese, reinvestendo i provenenti nella qualità e nelle infrastrutture sul territorio. Escluse dal finanziamento regionale le attività di vicinato inserite nella gallerie commerciali delle grandi strutture di vendita.  Attuazione programmi di marketing territoriale e promozione integrata, offrendo servizi e innovazione, grazie anche alle risorse comunitarie (FESR e FSE) oltre che del bilancio regionale e delle risorse messe derivanti dalle nuove aperture.

Nell’autorizzazione delle grandi e anche delle medie strutture di vendita, massima attenzione sarà rivolta alle conseguenze ambientali, territoriali ed infrastrutturali, mentre viene rivista (da 15mila a 10mila mq) la superficie su cui viene obbligatoriamente attivato un Accordo di programma (5mila mq per i Comuni al di sotto dei 10mila abitanti).

Introdotto  sistema sanzionatorio per quanto riguarda i livelli occupazionali nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati dalle grandi strutture o di ampliamento di quelle esistenti, si punta stabilizzazione e alla professionalizzazione soprattutto delle donne e dei giovani.

Dalla Regione è inoltre arrivato l’ok alla Proposta di Atto Amministrativo che, intervenendo sulla legge n.6/2010, definisce gli obiettivi di presenza e di sviluppo delle aree mercatali e del commercio in forma itinerante per il triennio 2013-2015.

La IV Commissione Attività Produttive si è impegnata nel ridisegnare in maniera attenta e moderna l’intero comparto del commercio di sede fissa e itinerante. In Lombardia la rete mercatale si presenta fiorente: 60.581 posteggi occupati, 20.000 operatori, 175.000 imprese e 450.000 tra addetti diretti e indotto. Il tutto produce un giro d’affari stimato di 26 miliardi, il 16% dell’intero settore commercio, per un flusso di 24 milioni di consumatori.

Rispetto ad altri comparti del dettaglio i cui punti vendita sono crollati il commercio ambulante e su aree pubbliche ha in questi anni mostrato una certa tenuta, con prospettive complessivamente di crescita.  Oltre a ciò, i mercati adempiono un’importante funzione di supplenza e d’alternativa rispetto agli altri canali distributivi, soprattutto in quei contesti come le aree di montagna o di scarsa attrattività economica dove la distribuzione moderna non arriva. Da sottolineare anche la convenienza dei prezzi praticati, i lombardi vanno spesso al mercato perché sanno di poter comprare e a minor prezzo,  elemento determinante in questa situazione di crisi.

Regione Lombardia attraverso la Proposta di Atto Amministrativo, ha deciso di ampliare le aree a disposizione, con 960 nuovi posteggi utili in prospettiva Expo 2015. Il provvedimento  punta a valorizzare i prodotti tipici lombardi, riservando appositamente una quota di posteggi pari al 30%. L’obiettivo è chiaro, promuovere nei confronti dei circa 20 milioni di turisti attesi per Expo tutte le meraviglie dell’artigianato lombardo e le specialità agroalimentari della nostra terra.

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