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Mobilitazione nazionale per la legalità: un secco no ad abusivismo e contraffazione!

Un coro numeroso e convinto di “no” alla contraffazione e all’abusivismo nel settore commerciale. Dalle Alpi alle isole, l’Italia si è raccolta per partecipare alla Giornata di mobilitazione nazionale per la legalità. Un’iniziativa organizzata dalla direzione di Confcommercio, con incontri tematici in tutte le sedi territoriali presenti lungo lo Stivale. Io ero a Como, negli uffici confederali di via Ballarini, per ascoltare e testimoniare l’impegno che da tempo mi vede coinvolta nel mondo dell’impresa e del terziario.

Regione Lombardia, nei confronti di questa problematica importante, è presente in prima linea:
– martedì scorso con la risoluzione n. 8 approvata in Consiglio Regionale si sono fissati dei punti fondamentali per una richiesta forte alle istituzioni europee. Tutela dei marchi italiani e soprattutto lotta contro la contraffazione di tutti quei prodotti che sono riconosciuti nel mondo per il Made in Italy.
– in commissione IV è approdato per il gruppo di lavoro e per la sua discussione il PDL 111 per la difesa delle imprese del territorio lombardo. Non si deve permettere lo shopping senza regole da parte delle società straniere, occorre assolutamente regolamentare, per la difesa della proprietà intellettuale e dei lavoratori lombardi.
– le linee direttive sulla nuova legge del commercio dovranno prevedere una seria normativa per l’immissione al consumo di prodotti che devono essere controllati per contrastare il fenomeno che vale miliardi di euro soprattutto nel campo dell’agroalimentare e dei prodotti merceologici legati al mondo della moda che ci hanno sempre contraddistinto grazie al saper fare e alle tradizioni locali, nate sotto il campanile di ogni paese che non può essere dimenticato e deve essere tramandato alle generazioni future. La storia del nostro paese è unica nel suo genere e non può essere paragonata semplificando i concetti, ma obbliga ad una riflessione unitaria e mirata alla ripartenza economica, da parte di una classe politica che oggi più che mai ha una responsabilità morale per assicurare un futuro ai nostri giovani.

Ritengo, in conclusione, che le leggi commerciali debbano essere rispettate allo stesso modo da chiunque operi in Lombardia e in Italia, che si tratti di esercenti italiani oppure di esercenti stranieri. Su questo principio devono vigilare tutti gli attori istituzionali coinvolti, Europa compresa.

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