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Piano Regionale di Sviluppo

Intervista sul “Faro”, notiziario di Confcommercio

Di seguito l’articolo integrale, realizzato da Guido Capizzi

E’ tra i consiglieri regionali eletti nel territorio della provincia. Presidente del Gruppo Gestori Distributori Carburanti di Confcommercio Como, Daniela Maroni è stata anche nella Giunta della Camera di Commercio. In campagna elettorale ha promesso di chiedere conto dei possibili interventi sulla carta sconto benzina. “Ho già incontrato il Presidente della Regione evidenziandogli la necessità di un urgentissimo intervento a sostegno della categoria dei gestori di stazioni di servizio” – dice Daniela Maroni – “negli ultimi mesi i gestori hanno perso il 50% dell’erogato”. Quali sono le richieste? “Si dovrebbero perseguire due strade: rendere flessibile lo sconto e introdurre la carta sconto per il gasolio. Bisogna poi reperire almeno 20milioni da aggiungere a quelli assicurati dal Governo, così si porterebbero nelle casse dello Stato 243milioni che andrebbero invece perduti per l’emorragia dei consumi”. La categoria è in ginocchio, molti automobilisti prendono la via della Svizzera. “Dobbiamo allineare il costo dei carburanti dell’Italia a quelli della Svizzera, un atto dovuto alla categoria”. Daniela Maroni ha firmato anche una mozione che chiede alla Giunta lombarda di intervenire sul fronte delle liberalizzazioni di orari e aperture festive delle attività commerciali. “Si sono persi valori all’interno dei nuclei familiari, chi lavora nel commercio non ha quasi più un momento da dedicare agli affetti e chi ne risente di più sono le piccole attività a conduzione familiare”. Tra i primi impegni della consigliere regionale il sostegno al prontuario con le azioni per avversare le ludopatie e il gioco d’azzardo. “L’azienda dell’azzardo rappresenta il 3% del PIL nazionale e la Lombardia è la regione con la maggior spesa in assoluto per il gioco. I dati relativi a Como sono allarmanti, si spendono pro capite oltre 1.500 euro l’anno per il gioco”. Il gioco, come il tabacco e gli alcolici, è fonte di guadagno per lo Stato. Regolarizzare la materia non è semplice, anche perché si rischia di fare la lavagna dei buoni e dei cattivi mettendoci gli esercenti che non hanno e quelli che hanno installato videogiochi. Per avere le apparecchiature occorre rispondere a precisi requisiti e pagare tasse e diritti. “Noi vorremmo istituire un sistema di premialità – sottolinea Daniela Maroni – anche tramite la detassazione regionale per chi non installa o disinstalla slot machine. Siamo convinti che la questione è di ampio raggio, coinvolge le famiglie, la scuola, le istituzioni pubbliche”.

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